Chi investe in ricerca e sviluppo su brevetti, software o design può oggi dedurre fiscalmente più del doppio dei costi sostenuti. È il meccanismo del nuovo Patent Box, che ha sostituito dal 2021 il vecchio regime a ruling con una procedura molto più semplice e accessibile.
Come funziona
Il nuovo Patent Box (art. 6 D.L. 146/2021, conv. L. 215/2021) consente una maggiorazione del 110% dei costi di ricerca e sviluppo sostenuti sui beni immateriali agevolabili: il costo diventa così deducibile al 210%, con un risparmio fiscale IRES/IRAP stimato intorno al 30% della spesa. A differenza del vecchio regime, non serve più un accordo preventivo con l’Agenzia delle Entrate (ruling): l’agevolazione si applica in autoliquidazione, direttamente in dichiarazione dei redditi.
Quali beni sono agevolabili
- Software protetto da diritto d’autore
- Brevetti industriali (invenzione, modello di utilità, ecc.)
- Disegni e modelli giuridicamente tutelati
Restano esclusi marchi e know-how, che erano invece agevolabili nel vecchio regime.
Chi può accedere
Tutte le imprese titolari di reddito d’impresa che sviluppano o utilizzano economicamente questi beni, assumendosi il rischio dell’attività di ricerca collegata, indipendentemente da forma giuridica, dimensione o settore. Sono escluse le imprese in liquidazione o soggette a procedure concorsuali.
Spese che rientrano nell’agevolazione
Costi del personale dedicato, ammortamenti, consulenze tecniche, materiali, canoni per beni strumentali, oltre alle spese per il mantenimento, la protezione e la tutela legale dei titoli di proprietà industriale.
Un vantaggio spesso trascurato
Se l’opzione viene esercitata nell’anno stesso in cui si ottiene il titolo di privativa (es. la concessione del brevetto), è possibile recuperare la maggiorazione anche sui costi sostenuti negli otto periodi d’imposta precedenti — un beneficio significativo per chi ha investito in ricerca prima ancora di formalizzare la tutela del proprio asset. L’opzione è irrevocabile, dura cinque anni ed è rinnovabile.
Perché vale la pena valutarlo
Molte imprese che sviluppano software proprietario, depositano brevetti o registrano design non sfruttano questa opportunità semplicemente perché non sanno di poterlo fare senza un ruling preventivo. Una verifica dei requisiti e un corretto tracciamento dei costi di R&S possono tradursi in un risparmio fiscale concreto e ricorrente per cinque anni.
Fonti: art. 6 D.L. 146/2021 (conv. L. 215/2021); Circolare Agenzia delle Entrate n. 5/E del 24/2/2023.
