Marchi e brevetti: perché la proprietà industriale è un investimento, non un costo

Marchi e brevetti: perché la proprietà industriale è un investimento, non un costo

Molte PMI italiane sviluppano prodotti, processi o segni distintivi di valore senza mai formalizzarne la tutela giuridica — esponendosi al rischio che un concorrente registri per primo un marchio simile, o che un’innovazione tecnica resti priva di protezione. La riforma del Codice della Proprietà Industriale (Legge 102/2023) ha rafforzato proprio questo ambito, rendendolo più semplice da presidiare.

Cosa cambia con la riforma

Tra le novità più rilevanti: un divieto più stringente di registrare marchi evocativi, usurpativi o imitativi di indicazioni geografiche e denominazioni di origine già tutelate; una protezione temporanea per disegni e modelli esposti in fiera, utile per chi presenta un nuovo prodotto prima ancora di completarne la registrazione; e chiarimenti sulla titolarità delle invenzioni sviluppate nell’ambito di collaborazioni con università ed enti di ricerca.

Marchi: la prima linea di difesa

Un marchio registrato tutela il nome, il logo e l’identità con cui l’impresa è riconosciuta sul mercato, impedendo a terzi di usarne uno simile per prodotti o servizi affini. La registrazione può essere nazionale, europea (EUIPO) o internazionale, a seconda dei mercati su cui l’impresa opera o intende espandersi.

Brevetti: valorizzare l’innovazione tecnica

Il brevetto per invenzione industriale dura 20 anni dalla data di deposito, non rinnovabile né prorogabile: un orizzonte lungo che vale la pena sfruttare appieno, anche in combinazione con le agevolazioni fiscali oggi disponibili per chi investe in ricerca e sviluppo (ne abbiamo parlato nell’approfondimento dedicato al Patent Box).

Perché conviene muoversi prima di lanciare un prodotto

Registrare un marchio o depositare un brevetto dopo il lancio di un prodotto, anziché prima, espone l’impresa al rischio che qualcun altro lo faccia per primo — con conseguenze che vanno ben oltre il fastidio: contenziosi, necessità di rebranding, perdita del vantaggio competitivo maturato. Una verifica preventiva di disponibilità del segno e una strategia di deposito mirata sono investimenti che si ripagano nel tempo.

Fonte: Modifiche al Codice della proprietà industriale — FiscoeTasse (Legge 102/2023, in vigore dal 23 agosto 2023).

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